L’AZIENDA: tradizione e multifunzionalità
L’azienda agricola “Casa del Diavolo”, di circa 30 ettari, è situata nel Comune di Alfonsine a circa 8 chilometri dal centro ed è condotta direttamente dalla titolare. I confini sono delimitati dal fiume Reno presso la confluenza col fiume Senio, dall’ex alveo del canale Naviglio, dal canale Destra Reno e da una grande siepe naturale. L’indirizzo agricolo è prevalentemente seminativo e frutticolo (vigneto), ma vi si trovano un bosco da legno pregiato di recente impianto, uno stagno di 2 ettari, un “boschetto della frutta” e un piccolo allevamento di capre e di animali di bassa corte. Comprende inoltre tre case coloniche, la “Casa dell’Agnese”, la “Casa del Diavolo” e il “Magazzeno”.La “Casa dell’Agnese” è una tipica casa colonica della fine dell’Ottocento, intatta nelle strutture principali (muri di mattoni e malta, solai in canne e tavelle ecc.) ed agibile al pubblico solo al piano terra. Nella stalla sono stati allestiti alcuni spazi dedicati ai vecchi arnesi utilizzati per la lavorazione del terreno, dei prodotti e per l’attività domestica. L’ampio cortile ombreggiato è circondato dal magazzino e dal vecchio stalletto col forno. Il regista Giuliano Montaldo, per il film “L’Agnese va a morire” girato nel 1975, ha scelto proprio questa come casa di Agnese ed oggi la si chiama così. In realtà il nome del podere in cui si trova, ora accorpato al fondo “Casa del Diavolo”, è “Mazzacervo”. Se si pensa che, in linea d’aria, è a circa un chilometro dalla “Madonna del Bosco” è facile immaginare una fascia boscata ricca di fauna in mezzo alle valli che caratterizzavano la zona.
La “Casa del Diavolo”, al centro della fattoria, molto diversa dalla precedente e più volte modificata nel tempo, è stata ristrutturata in modo da evidenziare le parti originali. La presenza di particolari strutture architettoniche fa pensare ad un’antica torre di guardia. Le molte leggende legate alla casa ne fanno un luogo particolarmente interessante per chi ama aggiungere un po’ di “mistero” alla visita di un luogo ricco di storia. Qui si trovano le stanze per gli ospiti, la cucina e l’ex stalla, ora adibita a laboratorio per le attività didattiche. All’esterno, oltre ai servizi e al forno a legna tuttora in uso, si trovano un piccolo giardino di erbe aromatiche e i recinti per gli animali.
Il “Magazzeno” dà il nome a tutta la zona (“e magazè de Po’”), evocando secoli di commerci fluviali. E’ l’ultima casa rimasta di una borgata che sorgeva attorno al porto del Canale Naviglio, luogo di confino per malfattori, frequentato da gente di regioni lontane, da marinai portatori di storie e culture diverse. Molti racconti riguardano episodi avvenuti in questo piccolo villaggio, dove c’erano chiesa e mulino, ancora attivo all’inizio dell’ultima guerra. La struttura, benchè più piccola, è simile a quella della Casa dell’Agnese e conserva stalla, servizi, “gabinetto” e porticato. Particolarmente interessante è la visita alla parte di terreno, di proprietà, che si trova nella golena interna del Reno esattamente dove sfociava il Naviglio.
Altre informazioni sulla storia del territorio ed in particolare sulla Casa del Diavolo si possono trovare su:
“ La Casa del Diavolo fra storia e leggende”, pubblicazione che si può richiedere in Azienda.